Author Archives: Claudiaapperti

Componenti emotivo relazionali e successo scolastico, il ruolo dei genitori

Esistono strumenti di indagine in psicologia che aiutano a comprendere quanto l’autostima sia una componente da considerare per lo scarso rendimento dello studente, essi sono dei questionari e consentono al professionista di avviare un dialogo con l’adolescente, soprattutto con quelli che hanno più difficoltà a parlare di loro stessi. Tra questi, quello da me più utilizzato è l’ACESS (Vermigli et al. , 2003), facile da usare, anche per il numero limitato di domande (in totale 48, esempi di domande in fondo all’articolo). I quesiti stimolano il ragazzo a parlare di sé, di come vive la Scuola, dal punto di vista dei risultati, delle relazioni con i compagni e i docenti, di come vive il rapporto con i genitori, se si sente da loro sostenuto o viceversa criticato e poco apprezzato, e per ultimo, ma forse più importante, come vede se stesso, quale valore si attribuisce come studente, come persona, se si senta o meno a proprio agio con il proprio corpo.

Vorrei sottolineare come anche verificato da studi di ricerca (Vermigli e altri, 2002) quanto sia importante la relazione con i genitori perché lo studente si senta soddisfatto del proprio operato. Read More →

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Come verificare le abilità di studio part. 2

Nella comprensione del testo scritto, come per ogni altro compito scolastico (o accademico), vanno contemplate certe funzioni psicologiche di base, denominate funzioni esecutive, quali l’attenzione, la concentrazione, la memorizzazione (working memory), quest’ultima intesa come capacità di ritenere in mente più informazioni contemporaneamente e di saper effettuare delle operazioni mentali su di esse. Per fare un esempio di working memory, nel compito di comprensione del testo scritto è necessario ricordare quanto letto e appreso nelle pagine precedenti, ponendolo a confronto con le nuove nozioni. A mano a mano che la complessità del testo va crescendo, per esempio per livello di astrazione dei contenuti, va pure ad intensificarsi l’impegno mentale richiesto, che consisterà per esempio nella elaborazione di inferenze con le quali poter cogliere le informazioni in esso presenti ma sottintese. Ho fatto l’esempio della lettura, ma è intuibile come anche per la matematica, anche solo per effettuare una semplice equivalenza, sia fondamentale poter godere della funzione psicologica descritta. Read More →

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Come verificare le abilità di studio (part.1)

Esistono diversi strumenti di analisi delle capacità di studio sul mercato, a mio avviso molto valide e da usare facendo una selezione a seconda del caso. E’ innanzitutto fondamentale stilare un  profilo dello studente in particolare su come si approccia al testo scritto, nella fase di studio e di verifica, così da comprendere lo stile di apprendimento , il livello di concentrazione, il grado di impegno e l’attitudine psicologica verso la prova scolastica (o accademica). Successivamente, con delle domande sul testo potrà invece essere compreso quanto è stato ricordato e la qualità dei contenuti appresi.

Mi è capitato di esaminare studenti molto brillanti ma anche eccessivamente sbrigativi, per cui hanno letto un testo impegnativo in 30 minuti, facendo una buona sintesi generale, ma cadendo quando sono state chieste delle nozioni specifiche e con la modalità della risposta aperta. Quest’ultima è la più difficile per l’esaminando, in quanto non gli sono dati aiuti nel  recupero delle nozioni in memoria, come invece avviene nel caso delle risposte a scelta multipla.  Read More →

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Mi sento competente come studente?

La psicologia nelle ultime decadi è entrata prepotentemente nei discorsi sull’apprendimento scolastico, portando alla luce l’importanza del dialogo interno di chi studia e più precisamente ciò che lo studente pensa di se stesso, se si concepisce competente nelle varie materie e a chi o cosa attribuisce il successo o il fallimento nelle verifiche (Alfred Bandura, 2002). Esaminare questi aspetti , grazie all’analisi degli STILI ATTRIBUTIVI individuali è importante in quanto essi influenzano pesantemente la motivazione verso lo studio e il livello di gratificazione di fronte a qualsiasi esito. Esistono ragazzi per esempio che di fronte ad un voto basso si disperano di non avere le qualità adatte, e questa idea, si comprende, rende difficile credere di poter fare meglio, essendo il risultato dipendente da un qualcosa di immodificabile.

In verità non c’è niente di più sbagliato del pensare di non poter mai migliorare una situazione dipendente dall’impegno e lo sforzo personale. Read More →

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L’ansia delle verifiche

Francesco è una ragazzo che frequenta la terza classe del liceo classico, non parla mai durante la lezione, quando si tratta poi di essere interrogato, comincia a divenire rosso in viso, a parlare con voce tremula, e a esporre l’argomento in maniera piuttosto confusa. L’inibizione di Francesco ha un’influenza sul suo rendimento scolastico, sulla capacità di concentrarsi e di ricordare quanto è andato faticosamente a studiare, arrivando a conseguire appena la sufficienza, nonostante l’impegno e la buona intelligenza. Anche i rapporti con i coetanei sono difficili, viene infatti spesso ignorato da loro e, quando manifesta disagio, viene additato con aggettivi offensivi o ne viene scimmiottato il comportamento. Non servono a niente i tentativi dei compagni più sensibili nel convincerlo a reagire a queste offese, poiché Francesco si identifica completamente con esse, non sa spiegarsi il perchè della propria ansia e giudica se stesso come una persona deprecabile. Read More →

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Differenti stili di apprendimento

Esistono tecniche e strategie da poter insegnare agli studenti per comprendere e ricordare il testo scritto di qualsiasi disciplina, tutte volte a generare maggior consapevolezza verso quanto si apprestano ad imparare. Si perché non è solo una questione di applicare correttamente una serie di accorgimenti per essere preparati in vista di una verifica o interrogazione ma un qualcosa di più vasto, che comporta una riflessione sul proprio progetto di studio.

Ho già parlato in un precedente articolo dell’importanza che assume una capacità di lettura consapevole nella riuscita scolastica, in questa sede mi occuperò di illustrare altre componenti. Per poter improntare un’attività di recupero allo studio che sia efficiente è indispensabile capire quale sia lo STILE DI APPRENDIMENTO di ciascun studente, ovvero la modalità con cui più spesso tende ad approcciarsi al testo scritto. Esso può essere di due tipi, GLOBALE o SINTETICO, entrambi utili sebbene estremamente diversi. Read More →

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La lettura di qualità per progredire nello studio

Da un recente studio internazionale a cui hanno partecipato anche gli alunni italiani di 15 anni (Pisa 2015 Results in Focus, OECD 2018), è stata riscontrata una loro difficoltà in varie aree disciplinari, non solo nell’area scientifica, ma anche in quella della lettura, considerata tra le skills principali di un abile studente. Mi spiego meglio, non sto parlando di alunni con dislessia, ma di ragazzi a cui è stato chiesto di confrontarsi con testi scritti di difficoltà crescente.  Chiaro che il saper leggere, non equivale solo a saper decodificare i significati delle parole scritte e che la profondità della comprensione del testo scritto è a vari livelli e dipende di volta in volta dal tipo di richiesta del docente, e , come vedremo, dell’indirizzo scolastico scelto. Tutti penso poi siano concordi nel ritenere questa competenza fondamentale poichè è trasversale a tutte le materie. Read More →

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Il bambino ferito (parte seconda)

In questa seconda parte dell’articolo “il bambino ferito” sono descritte le possibili conseguenze sia nel minore che nel futuro adulto, di una educazione genitoriale di tipo autoritaria.

A livello psicologico quello che accade è che gli aspetti personali premiati dall’adulto e meritevoli di esistere sono tenuti in un luogo della mente separato da quelli considerati deplorevoli e da cancellare. Quella che si va formando è una immagine frammentaria di , che fa oscillare il bambino pericolosamente verso il polo “buono”, accettabile e quello “cattivo”, inaccettabile: in certi momenti il mondo è una delizia, un sogno sognato, un ideale raggiunto, in altri al contrario è un inferno, dove è difficile intravedere una luce. Read More →

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Il bambino ferito (parte prima)

L’educazione del genitore, la maniera in cui elargisce l’affetto e dispensa insegnamenti di vita è per la psicologia fondamentale nel costituire un senso di sicurezza nel bambino e nel tratteggiare quelle che saranno le caratteristiche di personalità nel futuro adulto. Il genitore attento tende a rispondere con sensibilità alle manifestazioni emotive del figlio, qualsiasi esse siano, insegnandogli a decifrare ciò che prova e a dare significato ai bisogni che le sue emozioni sottendono. Nel vedere per esempio un’espressione di rabbia, lo protegge, interviene per capire quale sia stata per lui la minaccia; se invece lo vede rattristato, ricerca la perdita subita e così via per tutte le altre tonalità emotive.

L’insegnamento del genitore sensibile va ben oltre la comprensione del significato della realtà, esso contiene in sé anche il seme del rispetto verso il proprio sentire Read More →

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Cos’è il perdono per la psicologia

Perdonare un amico in seguito ad un litigio è una delle azioni più difficili, il rancore spesso vince e con esso l’amor proprio della persona offesa prende il sopravvento.

Si parla in questo caso di un litigio in cui non sia implicata una messa in discussione della fiducia reciproca, ma in cui siano presenti delle critiche verso un comportamento o un atteggiamento ritenuto spiacevole, che non corrisponda alle attese personali.

Come spiega la psicologia la difficoltà nell’andare oltre l’orgoglio personale, nel sentirsi feriti a tal punto, a causa di un desiderio infranto, da arrivare a cambiare radicalmente l’opinione verso l’altro? Read More →

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L’arte del perdono nei conflitti

In questo articolo illustrerò brevemente quanto ho appreso sulla lezione su come risolvere i conflitti relazionali, durante un seminario a cui ho partecipato come uditore presso il Dipartimento di Salute Mentale della Usl 5 di Pisa, che ha ospitato come relatori i monaci buddisti di Tìch Nhat Hanh.

Ho trovato la modalità proposta dai monaci così affascinante da sentire io stessa l’esigenza di descriverla in un articolo, così da diffondere i semi di pace e rispetto anche a chi non è potuto essere presente all’incontro.

E’ importante specificare che per applicare gli insegnamenti, è essenziale che sia presente da parte di tutte le persone coinvolte nel conflitto la volontà sincera di migliorare la relazione, nonché, come il lettore vedrà in seguito, una certa flessibilità di pensiero.

La prima azione da fare va applicata in maniera continuativa e paziente nel tempo e consiste, metaforicamente, nel “annaffiare il giardino del cuore” dell’altro.

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La relazione che cura

E’ stato dimostrato come, a prescindere dalla scuola di pensiero a cui il terapeuta aderisce, la relazione terapeutica  è  l’elemento indispensabile per il buon esito della terapia.

Quella terapeutica è una relazione particolare, diversa da quella amicale, amorosa, parentale e la sua peculiarità le conferisce un enorme potere curativo. Read More →

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Piangere è sconveniente, non si deve mai piangere!

“Io non devo fare questo, io non devo fare quest’altro, non è bene che agisca così, non sopporto quando mi sento in questo modo..” sono frasi che la mente pronuncia per distogliere chi le ha prodotte dal comportarsi in una maniera sconveniente o perfino dal provare certe emozioni considerate dannose e biasimevoli.

E’ questo un discorso interiore, una programmazione individuale che è continuamente attiva e di cui si è più o meno consapevoli, ma che influenza enormemente l’azione individuale, portando a fare certe scelte piuttosto che altre e a preferire certe esperienze, solitamente quelle conosciute, a quelle che mettono in discussione l’idea di se stessi. Read More →

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Il corpo archivio di memorie emotive

Il corpo è l’archivio della propria storia personale, rivela le rinunce ad affrontare le situazioni dolorose, la carenza di affetto e di attenzioni mai ricevute, il senso di impotenza a realizzare i propri scopi e desideri, ma anche la gioia e il piacere verso la vita, la gratitudine e il rispetto verso gli altri, più in generale la visione di se stessi e del mondo.
Quando una persona è per un lungo tempo esposta alle stesse emozioni spiacevoli, come la paura, la rabbia, la tristezza, quello che accade è che il corpo memorizza queste emozioni Read More →

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