Category Archives: Ansia

Il bambino ferito (parte seconda)

In questa seconda parte dell’articolo “il bambino ferito” sono descritte le possibili conseguenze sia nel minore che nel futuro adulto, di una educazione genitoriale di tipo autoritaria.

A livello psicologico quello che accade è che gli aspetti personali premiati dall’adulto e meritevoli di esistere sono tenuti in un luogo della mente separato da quelli considerati deplorevoli e da cancellare. Quella che si va formando è una immagine frammentaria di , che fa oscillare il bambino pericolosamente verso il polo “buono”, accettabile e quello “cattivo”, inaccettabile: in certi momenti il mondo è una delizia, un sogno sognato, un ideale raggiunto, in altri al contrario è un inferno, dove è difficile intravedere una luce. Read More →

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Il bambino ferito (parte prima)

L’educazione del genitore, la maniera in cui elargisce l’affetto e dispensa insegnamenti di vita è per la psicologia fondamentale nel costituire un senso di sicurezza nel bambino e nel tratteggiare quelle che saranno le caratteristiche di personalità nel futuro adulto. Il genitore attento tende a rispondere con sensibilità alle manifestazioni emotive del figlio, qualsiasi esse siano, insegnandogli a decifrare ciò che prova e a dare significato ai bisogni che le sue emozioni sottendono. Nel vedere per esempio un’espressione di rabbia, lo protegge, interviene per capire quale sia stata per lui la minaccia; se invece lo vede rattristato, ricerca la perdita subita e così via per tutte le altre tonalità emotive.

L’insegnamento del genitore sensibile va ben oltre la comprensione del significato della realtà, esso contiene in sé anche il seme del rispetto verso il proprio sentire Read More →

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Cos’è il perdono per la psicologia

Perdonare un amico in seguito ad un litigio è una delle azioni più difficili, il rancore spesso vince e con esso l’amor proprio della persona offesa prende il sopravvento.

Si parla in questo caso di un litigio in cui non sia implicata una messa in discussione della fiducia reciproca, ma in cui siano presenti delle critiche verso un comportamento o un atteggiamento ritenuto spiacevole, che non corrisponda alle attese personali.

Come spiega la psicologia la difficoltà nell’andare oltre l’orgoglio personale, nel sentirsi feriti a tal punto, a causa di un desiderio infranto, da arrivare a cambiare radicalmente l’opinione verso l’altro? Read More →

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Vittima e carnfice nel rapporto di dipendenza


“Era manesco, mi insultava, ma lo amavo e per troppo tempo mi sono illusa di cambiarlo…”,
sono queste le parole di chi è uscita da un rapporto di dipendenza dal proprio patner e che può così parlare al passato di quello che allora era un rapporto dettato dalla paura, lo spavento, la rabbia.

Ma quale è la struttura di personalità di chi sente di essere vittima della dipendenza dal patner e che non riesce a scegliere di abbandonarlo nonostante l’infelicità e le umiliazioni? Read More →

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Omofobia interiorizzata, cos’è e come se ne esce

In tempi di gay pride e di orgoglio omosessuale parliamo degli effetti del fenomeno dell’ omofobia interiorizzata quando è presente nelle persone con orientamento omosessuale.
Per omofobia si intende una paura irrazionale, alla quale possono essere associati episodi di attacco di panico (per esempio in luoghi pubblici in cui il soggetto si senta particolarmente esposto agli sguardi degli altri), nei confronti delle persone con orientamento omosessuale. Tale paura è irrazionale in quanto dettata spesso dal pregiudizio, così come viene diffuso dai mass media, dal piccolo gruppo sociale di appartenenza (famiglia, amici, scuole). Read More →

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Panico, come uscire dal buio

Tra i vari approcci psicoterapeutici quello che è stato dimostrato scientificamente il più efficace a curare il Disturbo di Panico è l’approccio cognitivo comportamentale (Salkovskis et al., 1991; William e Falbo, 1996; Burke et al., 1997).

Addirittura il 90% dei pazienti è risultato libero dal Panico in seguito al trattamento cognitivo comportamentale (Barlow et. Al., 1989; Klosko et al., 1990; Beck et al. 1992) ed è migliorata la loro qualità della vita (Telch et al., 1995).

Lo psicoterapeuta cognitivo comportamentale parte dall’esame della vita attuale del cliente e fa in primo luogo un indagine su come certe esperienze immediatamente precedenti l’insorgenza dell’attacco di panico abbiano destabilizzato  il suo personale equilibrio mentale ed emotivo. Read More →

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L’ansia di parlare in pubblico

Francesco è una ragazzo che frequenta la terza classe del liceo classico, non parla mai durante la lezione, quando si tratta poi di essere interrogato, comincia a divenire rosso in viso, a parlare con voce tremula, e a esporre l’argomento in maniera piuttosto confusa. Anche in sala mensa si sente a disagio a mangiare davanti agli altri e attende sempre di essere l’ultimo ad andare in bagno.

L’inibizione di Francesco ha un’ influenza sul suo rendimento scolastico, che arriva appena alla sufficienza, nonostante la buona intelligenza del ragazzo. Anche i rapporti con i coetanei sono difficili, viene infatti spesso ignorato da loro e, quando manifesta disagio, viene additato con aggettivi offensivi o viene scimmiottato il suo comportamento. Non servono a niente i tentativi dei compagni più sensibili nel convincerlo a reagire a queste offese, poiché Francesco si identifica completamente con esse, non sa spiegarsi il perchè della propria ansiagiudica se stesso come una persona deprecabile. Read More →

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Sono ipocondriaca, di quale male dovrò morire?

“Ho uno strano formicolio al piede, cosa sarà? “; “Ho una sensazione di bruciore alla mano, quale sarà il mio male?”; “Ho spesso delle fitte al cuore, avrò un infarto?”; “Gli esami medici sono tutti negativi ma io credo di avere una malattia gravissima”; “E se gli esami non fossero quelli giusti?”.

Quali ripercussioni può avere il pronunciare queste frasi sul proprio stile di vita? Quale tipo di processi mentali interagiscono con la paura di avere una malattia? Read More →

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Perché la rabbia non passa?

Quando ci si arrabbia per qualcosa con qualcuno spesso è perché una aspettativa viene delusa e non si sa come rimpiazzarla. L’amico o il patner, il figlio adolescente o il collega di lavoro assumono un comportamento imprevisto, inaspettato, concedendo a loro stessi la “strana libertà” di fare delle loro vite quello che vogliono.

Si è usato un tono volutamente ironico per entrare nei panni della persona arrabbiata, sottolineandone il punto di vista fortemente egocentrico.

Quando è che la rabbia rimane?

La rabbia rimane quando è il punto di vista a non cambiare: si continua ad immaginare il “colpevole”  compiere la scellerata azione o pronunciare le infami parole senza riuscire a pensare ad altro. Read More →

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Se sono arrabbiato è tutta colpa sua

La gestione della rabbia presuppone un impegno multifocale, su di sé, sull’altro, sulla relazione. Di conseguenza devono essere messe in gioco diverse abilità perché questa emozione non diventi qualcosa di nocivo o perfino distruttivo per chi la prova.

Se agita con impulso la rabbia ha spesso pesanti conseguenze sulla relazione, l’interlocutore si sente aggredito, spesso giudicato e si allontana per la troppa pressione a cui si sente sottoposto. Quando invece viene agita su se stessi, la rabbia induce a compiere azioni a rischio per la propria salute e incolumità (per esempio: guida in stato di ebbrezza, sessualità promiscua, bulimia, autolesionismo) o a sviluppare uno stato depressivo. Read More →

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Non riesco proprio a superare la mia rabbia

In questo articolo verrà data una chiave di lettura in positivo della rabbia, riconoscendone la funzione e l’utilità, andando quindi oltre certi luoghi comuni secondo i quali nessuno si deve mai arrabbiare e chi lo fa è “cattivo” o da “biasimare”.

Cosa c’è dietro la rabbia?Quale è il suo scopo?

La rabbia avverte che una aspettativa importante è stata delusa, come quella per esempio per cui l’amico o il patner debba essere sempre sensibile e disponibile quando si ha bisogno di un suo aiuto. Read More →

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Ansia da esame: nella mente di chi la prova

L’intenzione del presente articolo è quello di mettere in evidenza due processi mentali, quello “massimalista” e quello della “lettura del pensiero”, entrambi presenti nelle persone che soffrono di ansia da esame anche definibile, in maniera più generica, ansia da prestazione.

Il primo processo mentale è ben descritto nella frase che segue: “Per andare bene all’esame devo mostrare sicurezza, essere impeccabile nel linguaggio, rispondere con prontezza a tutte le domande dell’esaminatore”.

Un atteggiamento mentale analogo è mostrato nell’altra frase che segue: “Lo so, non riuscirò a essere come dovrei, divento rossa e inizio a sudare mentre parlo, a volte mi accade di non ricordare tutto quello che dovrei dire”. Read More →

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Ho paura di prendere i mezzi pubblici, di guidare la macchina

Nei primi colloqui con un cliente che soffre di attacchi di panico si avverte spesso, durante la sua narrazione del problema, un atteggiamento di impotenza nei confronti dei sintomi. Parole come: “Ero al supermercato, all’improvviso ho sentito un senso di soffocamento e ho avuto paura di svenire” o ancora “Ero in macchina e tutto d’un tratto ho sentito il cuore a mille, ho avuto paura di perdere il controllo del mezzo…” lasciano intendere che c’è stato l’arrivo perentorio di una sensazione inaspettata, come un fulmine a ciel sereno.

Il vero problema per chi si esprime in questo modo è costituto non solo dall’imprevedibilità con la quale si manifestano i sintomi, ma anche dalla sensazione di incontrollabilità nei loro confronti. Read More →

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Sono una persona ansiosa, quest’ansia non la sopporto più!

Sento spesso dire: “Sono molto ansiosa”, “Ho un’ansia alle stelle”, “Quest’ansia non la sopporto più, non mi fa più vivere!”.

Ma che cos’è l’ansia di cui si parla?

All’interno di un primo episodio di attacco di panicol’ansia si manifesta nel seguente modo: tensione diffusa nel corpo, tachicardia, tremori, pallore in viso, respirazione affannosa.

Di fronte ad una sontomatologia così devastante, esiste una cura? C’è un rimedio efficace? Read More →

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