Autoefficacia nello studio (per studenti universitari e della scuola superiore)

Lo studio, l’affrontare una prova di esame, comporta una preparazione molto spesso ridotta dai più all’assimilazione di nozioni e al saperle ripetere. Pur avvertendo ogni volta la solita paura prima dell’esame, ne si ignora l’importanza, pensando che sia un qualcosa di ovvio e scontato, dal momento che, si crede erroneamente, la provano praticamente tutti. Dopo tante ore sui libri poi, il voto, quando è al di sotto delle aspettative dello studente, fa insorgere in lui un senso di insoddisfazione, frustrazione, scoraggiamento e impotenza nel cambiare il proprio destino.

Esiste però una possibilità trasformativa in tutto questo, ed è data da un nuovo approccio allo studio che sia più funzionale al perseguimento dei propri obiettivi e  consistente ne:

  • l’apprendimento di metodologie e strategie di studio scientificamente comprovate
  • il saper gestire i propri stati emotivi interni perchè non influenzino il ricordo in fase di verifica
  • il saper pensare mindfully , ovvero consapevolmente, riscoprendo il proprio potere nel poter determinare il proprio destino
  • il saper esprimere sicurezza e fiducia in se stessi nella comunicazione non verbale (gesti, postura, espressione del volto, ecc..), la quale ha un peso determinare nell’orientare il giudizio dell’esaminatore (in particolare e in misura maggiore nelle prove orali).

Nella fase di analisi del problema (da 1 a 3 incontri), lo strumento principale che in qualità di psicologa mi appresto ad usare è una batteria di questionari autosomministrati e prove standardizzate (patrocinate dall’Università di Padova-Fac. Psicologia) insieme a colloqui di approfondimento per la stesura di un profilo individuale che consenta di rilevare i punti di forza e di debolezza delle modalità di studio e di avviare percorsi mirati a promuovere metodi efficaci e a sostenere gli aspetti emotivi e motivazionali dello studente.

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