Il bambino ferito (parte prima)

L’educazione del genitore, la maniera in cui elargisce l’affetto e dispensa insegnamenti di vita è per la psicologia fondamentale nel costituire un senso di sicurezza nel bambino e nel tratteggiare quelle che saranno le caratteristiche di personalità nel futuro adulto. Il genitore attento tende a rispondere con sensibilità alle manifestazioni emotive del figlio, qualsiasi esse siano, insegnandogli a decifrare ciò che prova e a dare significato ai bisogni che le sue emozioni sottendono. Nel vedere per esempio un’espressione di rabbia, lo protegge, interviene per capire quale sia stata per lui la minaccia; se invece lo vede rattristato, ricerca la perdita subita e così via per tutte le altre tonalità emotive.

L’insegnamento del genitore sensibile va ben oltre la comprensione del significato della realtà, esso contiene in sé anche il seme del rispetto verso il proprio sentire, l’accettazione verso i sentimenti spiacevoli, cioè che arrecano malessere, concepiti dello stesso grado di nobiltà di quelli che apportano euforia, gioia, serenità, armonia, in poche parole che fanno stare bene.

Un bambino accudito in questa maniera è lontano dal solo immaginare che esistano delle emozioni cosiddette “buone” e “cattive”, dal dividere il mondo in bianco e nero. Apprende invece ad ascoltare ciò che prova e a conferirgli importanza per orientarsi nella vita e nelle relazioni, per prendere delle scelte autentiche, quelle provenienti dalla parte più vera di sé.

Il rispetto, la comprensione verso il proprio portato interiore, in assenza di giudizio, al di là di ogni possibile censura, facilità l’espressione di un atteggiamento rispettoso e amorevole verso gli altri esseri umani.

Un adulto a cui è stato insegnato a comprendere quanto gli accade, oltre le apparenze, al di là della critica, è portato quasi naturalmente ad agire nello stesso modo con chi incontra, non emette giudizi affrettati ed impulsivi, è consapevole della possibilità di chiunque di poter commettere degli errori, di deludere le aspettative altrui, ma non per questo prova disprezzo o odio, accettando i propri sbagli accetta anche quelli degli altri.

Quando invece il genitore, per un qualsiasi motivo personale, non sopporti di vedere il bambino arrabbiato, piagnucolante, quindi rattristato per qualcosa e tenda ad assumere un atteggiamento ammonitorio nei suoi confronti, dicendogli di smetterla di comportarsi in tal maniera, il piccolo apprende una regola molto amara e molto costosa in termini di economia emotiva: quella che è sconveniente esprimere le proprie emozioni, che esistono emozioni giuste ed emozioni sbagliate. Impara a manifestarsi quando è lecito farlo, ovvero quando può ottenere in risposta un sorriso o un abbraccio dal genitore amato, altrimenti il prezzo da pagare è troppo alto per lui: è così terrificante incorrere ancora una volta nel rischio di essere abbandonato dal papà o dalla mamma, perchè è così che si sente tutte le volte che “fa il cattivo” (continua…).

{lang: 'it'}

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post Navigation