Le parole del corpo, parlano le emozioni

La comunicazione tra individui avviene attraverso il canale verbale, quindi mediante le parole, e anche attraverso il corpo, cioè il canale non-verbale.

Nella comunicazione non-verbale i messaggi sono espressi attraverso la mimica facciale, la postura del corpo, la voce (il tono e il volume), il respiro, la distanza che viene interposta tra sé e l’altro.  Nondimeno parlano di noi i vestiti che indossiamo, e più in generale la cura o meno che poniamo per il nostro aspetto.

Nell’incontro tra due individui è il volto ad essere osservato per primo: in esso la combinazione di una serie di elementi, quali la fronte, le sopracciglia, gli occhi, la bocca, i denti, la mascella sono importanti indicatori dell’emozione provata, questo vale maggiormente per le emozioni di base, come la gioia, la paura, la rabbia, la tristezza, il disgusto, la sorpresa.

Anche lo sguardo è un importante veicolo di emozioni, esso può comunicare tristezza, paura, solo per citarne alcune, ma anche gioia e vitalità. Il contatto oculare poi è simbolo di contatto più intimo con le emozioni dell’altra persona, benchè una sua eccessiva lunghezza possa essere vissuta come segnale di un atteggiamento aggressivo da colui a cui è orientato lo sguardo.

Le spalle sono anch’esse un importante barometro delle emozioni, avere per esempio le spalle alzate denota un’emozione di paura. Le braccia e le mani a loro volta esprimono la capacità di contatto che abbiamo con il mondo, basti pensare a come esse siano parte del nostro linguaggio comune proprio per indicare il grado di coinvolgimento che si ha con gli altri o più in generale con una situazione. Per fare un esempio si dice che si “abbraccia una causa” per indicare l’impegno che si impiegherà in essa, o che “si da una mano a qualcuno” per aiutarlo.

La postura di un uomo o di una donna, parla approfonditamente della posizione dell’uno o dell’altra nei confronti della vita. Vedere un individuo che cammina con la schiena curva, le spalle cadenti e il capo leggermente inclinato ci fa pensare che si trova a portare un grande fardello nella propria vita  e che lo sopporta con rassegnazione.

Avere la gobba, denota invece un accumulo di collera bloccata, se guardiamo un gatto riusciamo a capire meglio questo concetto. Nel momento in cui l’animale prova rabbia, arcua la schiena, oltre a rizzare il pelo. E’ quella infatti anche per noi la parte del corpo dove scorrono le emozioni di collera dirette verso l’esterno.

Gli arti inferiori e il loro rapporto con il suolo hanno un’ altra parte importante nel comunicare vissuti personali ed emozioni. Quando le ginocchia sono rilassate e i piedi ben piantati al suolo, con le arcate plantari rilassate c’è un contatto completo con il terreno, la persona mostra un equilibrio che è anche simbolo del suo modo di porsi verso la vita. Viceversa, quando le ginocchia sono rigide, la gamba funziona come un supporto rigido, simbolo del fatto che la persona ha “bisogno di appoggio”.

Oltre a comunicare un messaggio agli altri, l’avere un contatto completo dei piedi con il suolo consente una scarica completa dell’energia del corpo verso la terra e di conseguenza una tolleranza maggiore delle emozioni nel proprio corpo.

Infine, negli studi sulla prossemica si è visto come la distanza che interponiamo tra noi e l’interlocutore, esprima il tipo di atteggiamento che nutriamo nei suoi confronti. Per fare un esempio, arrivare ad una distanza molto vicina all’altro, usare con lui un volume alto e un tono sostenuto della voce, non rispettare i turni di conversazione, sono espressioni di uno stile aggressivo di comunicazione. Viceversa,   distogliere lo sguardo dall’interlocutore, usare un tono di voce basso e sommesso, rimanere a una distanza notevole comunica uno stile di comunicazione passivo in chi li adotta.

 

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One Thought on “Le parole del corpo, parlano le emozioni

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