Omofobia interiorizzata, cos’è e come se ne esce

In tempi di gay pride e di orgoglio omosessuale parliamo degli effetti del fenomeno dell’ omofobia interiorizzata quando è presente nelle persone con orientamento omosessuale.
Per omofobia si intende una paura irrazionale, alla quale possono essere associati episodi di attacco di panico (per esempio in luoghi pubblici in cui il soggetto si senta particolarmente esposto agli sguardi degli altri), nei confronti delle persone con orientamento omosessuale. Tale paura è irrazionale in quanto dettata spesso dal pregiudizio, così come viene diffuso dai mass media, dal piccolo gruppo sociale di appartenenza (famiglia, amici, scuole). Un’idea diventa un pregiudizio quando non è dimostrata con l’esperienza e quando porta chi la detiene a credere che tutte le persone appartenenti a una determinata categoria siano uguali. Per fare un esempio è un pregiudizio credere che tutti i gay siano femminili nell’atteggiamento , fragili, passivi e perché no, sensibili o che tutte le lesbiche siano dei maschi mancati.

Questo tipo di pregiudizio può essere presente anche nella stessa persona con orientamento omosessuale e quando è così è fonte di forti conflitti interiori e della difficoltà di accettazione dei propri desideri e bisogni sessuali e sentimentali.
Il ragazzo o la ragazza con orientamento omosessuale (o bisessuale) vive allora male le proprie relazioni sociali, familiari e sentimentali, evitando di far emergere e capire verso quale sesso siano orientate le sue preferenze per paura di essere giudicato, rifiutato, rimproverato, emarginato, espulso.

Ma la paura non è fuori bensì dentro di lui o di lei.

Con questo non si vuole minimizzare il contributo della società nel fomentare o quantomeno nel tollerare la discriminazione verso l’omosessualità, poiché in Italia non esiste effettivamente una legislazione che tuteli i diritti di gay e lesbiche o che le protegga nel caso di reati contro di loro dettati dal pregiudizio.

Si vuole però considerare il contributo della psicologia dell’individuo nel processo di accettazione della propria diversità.
Il meccanismo della mente che interviene quando non si accetta il proprio orientamento sessuale è quello dello spostamento fuori di sé del persecutore che è interiorizzato e che è dipinto come colui che dispregia tutti gli omosessuali, un po’ come un mangiafuoco o un polifemo da cui dover scappare e da cui doversi proteggere. Si vede allora il persecutore negli occhi della gente che si incrocia per strada, o dell’amico o ancora del collega di lavoro.

L’errore fondamentale in questi casi è di attribuire all’altro un pensiero ancor prima di sapere se effettivamente la pensa in quel modo, per un altro errore della mente che è la lettura del pensiero.

Si evita così di fare coming out, cioè di parlare del proprio orientamento sessuale liberamente, lo si nasconde perfino, per paura di quello che pensa la gente e si continua a vivere con l’insoddisfazione di essere gay, lesbica o bisessuale e di vivere in una società omofoba da cui non si sarà mai capiti e accettati. Allo stesso modo si cercano mille escamotage per dirlo, dovendo trovare il momento opportuno, la situazione adatta, le parole giuste perché l’altro sia più disponibile ad accettare.

Ma perché pensare che l’altro non sia così disponibile ad accettare un orientamento sessuale diverso e invece non pensare il contrario o perfino che possa essere indifferente a quali possano essere le preferenze sessuali e sentimentali degli altri?

Proprio per il fenomeno sopra riportato: la lettura del pensiero, che ha come contenuto il pregiudizio interiorizzato: l’amico, il familiare, il conoscente è assunto essere un persecutore a priori, che si deve rabbonire per ottenerne l’assenso, in un rapporto che si intuirà essere eccessivamente orientato verso il giudizio dell’altro e poco verso una ricerca di una propria sicurezza e serenità interiore.

L’aiuto dello psicoterapeuta nei casi di omofobia interiorizzata consiste proprio nel far prendere coscienza alla persona con orientamento omosessuale di come ella stessa consideri la propria preferenza sessuale/sentimentale, di farle scoprire gli errori della mente dettati dalla paura, dove la lettura del pensiero è solo uno di essi, di fargli acquisire una maggiore sicurezza in se stesso e soprattutto una autonomia di giudizio dagli altri.

Quando cambi il modo di osservare le cose, le cose che osservi cambiano…

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